31/08/2010

IL CILENTO - I SAPORI DELL'ACCOGLIENZA-2a parte

cannicchio_07_big.jpgNella parte più bassa del paese furono edificati, nel secolo scorso, dei palazzi gentilizi della borghesia, discosti dal resto delle altre abitazioni. Essi, al di sotto della chiesa, vanno a creare una chiusura alla via principale con una doppia strettoia, denominata in dialetto Canciéddo: qui, verosimilmente, si poneva termine al paese fino al XVIII secolo.
La chiesa di San Martino sorge al centro del paese e fu costruita, secondo la tradizione, da tre vescovi scampati ad un fortunale ed ospitati dai signori di Cannicchio.
Poco a nord dell’abitato sorge una piccola cappella rurale della Madonna del Soccorso e a sud, poco fuori, una seconda cappella rurale dedicata a san Rocco.

La Chiesa di S. Martino

Secondo una pia tradizione locale, la fondazione della chiesa di San Martino risalirebbe all’opera di tre vescovi scampati ad una tempesta ed ospitati a Cannicchio, dai signori del paese.
Essi in segno di gratitudine avrebbero voluto erigere e consacrare una nuova chiesa, la cui dedicazione ebbe luogo tra solennità l’8 febbraio. Tale chiesa fu interamente ricostruita e ampliata nel 1580 con apporti materiali e contributi in giornate lavorative di tutti gli abitanti.
Essa si compone di tre navate e la fabbrica segue l’andamento della via principale al lato di est.
L’interno è stato in parte restaurato nel 1932 e rinnovato in alcuni punti da ulteriori interventi successivi, talora non armonici con l’accogliente eleganza e lo stile prevalente del luogo.

 

san martino cannicchio chiesa.jpg



La Cappella di San Rocco

La cappella di San Rocco fu costruita a seguito della peste del 1508 nel luogo ove, per intervento del Santo, il contagio si sarebbe arrestato e, Cannicchio, eccezionalmente rispetto ai paesi dell’intorno, ne sarebbe uscito miracolosamente quasi immune. Essa fu ricostruita nel 1970 e fino agli inizi del Novecento ebbe un piccolo pronao. Essa è ancora meta di un pellegrinaggio il pomeriggio del 16 agosto.

Cappella della Madonna del Soccorso

La cappella della Madonna del Soccorso fu edificata prima del 1580 nel luogo dove, secondo una popolarissima leggenda, la Madonna sarebbe apparsa ad una fanciulla turbata dal diavolo.
E’ stata possesso e sede della locale confraternita di Maria SS. del Soccorso e non presenta particolarità architettoniche di rilievo.

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26/08/2010

IL CILENTO - I SAPORI DELL'ACCOGLIENZA-

cilento.jpgIl paesaggio più greco d'ITALIA. E' il CILENTO, colorato dalle ginestre e profumato dal lentisco. Baie cristalline, alture impervie e valloni mozzafiato, ulivi secolari, pini d'aleppo che si gettano in mare, santuari persi fra i monti. Si ha l'mpressione che chi abbia vissuto questa terra nei secoli abbia finito per assomigliare alla natura dei luoghi severa come un'antica madre mediterranea. E' dolce come il canto di LEUCOSIA, la sirena che abitò queste acque e che dà il suo nome a PUNTA LICOSA che si protende verso il mare aperto come una polena. Siamo a pochi chilometri da PAESTUM, e il cuore della MAGNA GRECIA batte già forte. L'emozione dei templi di HERA e di POSEIDONE investiti dalla luce rosea del tramonto è l'ingresso iniziatico in questo meridione che non è solo spazio ma è anche temp, geografia dell'anima. Al tramonto, quando la pineta di PUNTA LICOSA si fa oscura e il mare diventa chiaro come il latte, si ha l'impressione di capire perchè da più di duemila anni la mitologia continua a raccontare l'incanto omerico di questo lembo di mare. Qui la seduzione è rimasta nell'aria e vive spesso nelle persone che danno al mito un volto di ogg, come LUISA CAVALIERE, che accoglie con antica signorilità gli ospiti del GIACARANDA (www.giacaranda.it - 0974966130), la sua Maison de charme a SAN MARCO DI CASTELLABATE dove è impossibile non sentirsi di casa. E dove si offre cultura nel senso più autentico del termine. Dai libri alla musica fino alla gastronomia locale che la Sig.ra LUISA rivisita alla maniera del suo grande maestro DUCASSE. Continuando il cammino verso sud la stada si impenna all'improvviso a strapiombo sul mare per poi poggiarsi dolcemente sull'altura delle RIPE ROSSE. Un enorme sasso color ruggine dove la natura si fa più estrema, e si offre ai nostri sensi in stato di grazia.  Facciamo tappa al ristorante "L'ULIVO"  dove  in un'aria familiare ci accoglie il Sig. Agostino Lembo, che con i figli Domenico, Nicola e angela e con la moglie  Elma in cucina aiutata magistralmente dalla sorella Annamaria, proprietario della pensione ristrorante (0974964309) dove cucinare per la sigora elma e la sorella Annamaria è una maniacale sensazione di libertà di mischiare sapori e essenze che queste terre possono dare a chi le vogli assaporare. ne approfittiamo per provare anche noi queste sensazioni che ci vengono fatte provare e ne riscontriamo un vero e proprio beneficio per le nostre papille gustative, da veri intenditori, ci riposiamo per qualche giorno per ammirare un panorama stupendo visibile dalla terrazzza del ristorante, un lembo di mare che ci  dona un senso di libertà ma allo stesso tempo ci riporta ad un'anno fa quando queste terre furono incendiate da un vastissimo rogo che distrusse vastissime distese di pineti e uliveti con un enorme danno per la flora e la fauna locale che per trenta chilometri quadrati  divorò un enorme pezzo di questi meravigliosi monti.

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